Solare Termico e Centri Storici

dinotourlivornoefirenze.jpgSoluzioni per l’installazione degli impianti solari termici nei centri storici La domanda di un architetto di Udine, Giuseppe Del Zotto, relativa alle modalità di installazione di impianti solari termici nei centri storici, da me girata sulla mailing list dei nostri lettori, ha suscitato un numero impressionante di risposte, appassionate e competenti. Molte persone me ne hanno chiesto l’invio: ritengo perciò di comune interesse pubblicare sul nostro sito l’intero carteggio. Le risposte sono elencate in ordine cronologico. Sergio Gatteschi, Presidente Forum Energia La domanda Gentili amici, sono stato incaricato da 2 Comuni della provincia di Udine di redigere i Regolamenti edilizi ed i locali amministratori e tecnici comunali mi hanno invitato a proporre una soluzione all'antiestetica presenza dei serbatoi per i pannelli solari sui tetti dei centri storici, nonché l'evidenza che hanno i pannelli quando sono realizzati con un proprio supporto sopra , staccati e con inclinazione diversa dalla copertura . La grande maggioranza di quei tetti è a falde con un'inclinazione che va dai 22° ai 36° . Il problema potrebbe essere risolto ,credo, con la circolazione forzata anziché naturale; ma questo è proprio un "ripiego" con poco senso ed anche poco economico dato che la "filosofia" dovrebbe essere quella "naturale", oppure non crea forti diseconomie o altri disagi ? Insomma è possibile eliminare il "bombolone" dai tetti ( nei cortili a terra è impossibile perché non sono completamente soleggiati)? Sarebbe possibile localizzare il serbatoio nel sottotetto nella parte piu’ alta sotto il colmo? Oppure ciò richiede adattamenti un po' laboriosi? Vi sono sistemi di pari efficienza che non richiedono il serbatoio? Relativamente alla resa è' comunque vantaggioso posare i pannelli secondo le pendenze delle falde dei tetti ( nei nostri Comuni di pianura o collina non abbiamo tetti molto pendenti come in montagna) preesistenti?. Potete darmi qualche consiglio sulle questioni poste ? Vi sono Comuni che hanno risolto il problema? Il problema condiziona molto la diffusione dei pannelli solari nei nostri centri storici. Vi ringrazio molto della risposta Arch. Giuseppe Del Zotto – Udine Le risposte Riguardo all'estetica dei pannelli solari: Esistono oggi sistemi commerciali altamente efficienti che risolvono egregiamente tutti i problemi posti nel messaggio: il bombolone di stoccaggio acqua calda è alloggiato in qualsiasi locale al di sotto dei pannelli (sottotetto, rispostiglio, cantina, garage...), con circolazione forzata a bassissimo assorbimento energetico; i pannelli sono adagiati sul tetto seguendo la pendenza esistente (la perdita di efficenza radiativa da parte del sole è trascurabile, l'optimum per l'Italia centrale sarebbe 40°, un tetto inclinato a 35 ° capta la maggior parte della radiazione disponibile). L'impianto che da quasi un anno è installato sul tetto della mia abitazione è un Rotex di fabbricazione tedesca: http://www.rotex.de/italienisch/ esistono comunque molti altri produttori che utilizzano le medesime modalità a basso impatto estetico. Cordiali saluti, Luca Mercalli / President and Editor in Chief Società Meteorologica Italiana onlus - Nimbus journal www.nimbus.it - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. SMI is a member of EMS - European Meteorological Society

Gentile Sergio Gatteschi, del Forum Energia Anche qui ad Urbino abbiamo lo stesso problema ( non risolto ) nel centro storico, visto che è tutelato dall'Unesco;insegno Elementi d'Architettura all'Accademia di Belle Arti di Urbino, responsabile del GL di Greenpeace ( per cui fortemente motivato sull'utilizzo di fonti rinnovabili, sono il referente del Forum dell'Agenda 21L sulle energie rinnovabili ; credo, frequentando varie fiere del settore anche in Germania e provenendo dall'Alto Adige, provincia leader nell'installazione di pannelli solari sui tetti, ( vedi Casa Clima ! ) non ho ancora visto un inserimento "soft " con impatto visivo "armonico" sui tetti nei centri storici ; per le parabole televisive , anche queste soggette a discussioni sull'impatto visivo ci siamo orientati per Urbino a quelle trasparenti già in vendita in Germania o a rete a maglia fitta, con la possibilità di scenografarla con il muro o coppo sottostante; altro argomento sono l'inserimento di pannelli solari ;credo comunque che i pannelli solari "forzati" siano in questo caso d'obbligo, i bomboloni antiestetici da 300litri in acciaio ( riflettente ! ) o altro materiale in bella vista sui tetti non sono proprio indicati per tutelare i centri storici;ho visto l'inserimento nel sottotetto del bombolone ma con adattamenti molto laboriosi e non sempre efficienti; ovviamente anche i tubi sottovuoto, anche se molti validi, non hanno i requisiti di impatto visivo minimo, visto che devono essere montati su telai sopra la copertura. Inserire pannelli solari sui tetti nei centri storici è impresa ardua, visto le falde che anche da noi qui nelle Marche non superano l'inclinazione di 36 ° e sopratutto l'impiego del coppo rotondo ( rialzato ) che distingue i tetti in gran parte del territorio; più ricerca in questo campo ho visto sull'impiego di pannelli fotovoltaici; in Germania ( sempre lei...) c'è ormai la pubblicità in televisione di una grossa ditta ( che opera pure nel Veneto ) di lucernai con l'impiego di cellule fotovoltaiche semitrasparenti inserite nei telai; ovviamente anche qui serve una certa prudenza nell'impiego di lucernai su tetti storici e sopratutto "serve la domanda alla commissione edilizia "...che qui ad Urbino è giustamente molto severa ,visto la visuale che si può avere sui tetti della cittadina da alcuni angoli panoramici . Nel nuovo regolamento edilizio comunale , votato l'anno scorso,siamo riusciti ad inserire l'obbligo di pannelli solari termici per la produzione d'acqua calda nel territorio comunale sui tetti degli alberghi, agritursimi, bed & breakfest,ecc , ovviamente fuori le mura storiche vincolate.Stesse attuazioni ci sono in Toscana ed Umbria. Spero di essere stato minimamente utile alla ricerca del quesito dei centri storici,quesito che purtroppo non è facilmente risolvibile. Cordiali saluti Christian Cassar Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Caro Arch. sono il SIg. Malacarne Paolo un termotecnico della provincia di Mantova che si occupa da anni di questo quesito ed ho risolto il problema utilizzando un tipo di pannello con vetro prismatico ad alta trasparenza. Il sistema è abbinato ad una elettropompa con tensione 12 - 24 volt alimentata da un pannello fotovoltaico la quale mi consente di posizionare il bollitore ad una distanza massima di 50 metri dai pannelli. Per l'inclinazione non vi è problema in quanto l'effetto prismatico del vetro abbinato alla sezione delle tubazioni e all'assorbitore senza discontinuità fanno in modo che il pannello abbia una resa dell'88% certificato sia in estate che in inverno. Se desidera delle altre delucidazioni in merito a quanto sopra riportato mi contatti ai seguenti indirizzi e sarò ben lieto di metterla a conoscenza della mia esperienza in merito a queste problematiche. Dove rintracciarmi: STUDIO M.P. di MALACARNE T.S.E. PAOLO VIA DON PRIMO MAZZOLARI, 6/8 46047 PORTO MANTOVANO, MANTOVA CELL. 0039 - 348 - 0915975 (attivo 24 ore su 24) FAX 0376 -393576 (automatico) E-MAIL: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ciao, sono un tecnico che opera nel campo delle energie rinnovabili. Ricevo sempre e leggo con interesse le comunicazioni e notizie da Forum Energia. Per quanto riguarda il solare termico in genere installo i pannelli solari fabbricati a Milano da mio fratello "GMP engineering". Non è comunque l'unica ditta che produce pannelli che si inseriscono in falda. Il rendimento, dovendo installarli in falde che non sempre sono ben orientate ed hanno una pendenza minore dell'ottimale, è sicuramente inferiore nelle stagioni invernali, in estate la differenza di rendimento è insignificante. Con uno o due metri quadri in più e con pannelli solari di qualità, cioè con l'assorbitore in rame selettivo, isolamenti a strati con materiale idoneo, vetro temperato e selettivo, installazione con percorsi dell'energia (acqua calda) esternamente corti e molto ben isolati ecc. si ottiene un ottimo risultato di efficienza termica invernale senza essere costretti a modificare la sagoma dell'edificio con antiestetici tralicci o altro. Allego alcune foto di installazioni in centri storici e una relazione tipo (per un centro sportivo) allegata al preventivo con schema impianto. Se sono necessarie altre informazioni rimango a disposizione. Cari saluti Dott. Alessandro Pullini cell. 348 3131328 Corso G. Garibaldi n°94 47100 Forlì Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Gent.Gatteschi Per quanto riguarda l'accumulo dei sistemi a circolazione naturale c'è da dire che le case produttrici forniscono il kit per il montaggio del serbatoio all'esterno. L'altro sistema ,a circolazione forzata,è più' dispendioso da un punto di vista energetico ma garantisce la fornitura di acqua calda ad utenze piu' svantaggiate. Come forse saprete già il sistema a circolazione forzata ha in piu' una pompa sul circuito del glicole e l'altra per il ricircolo del sanitario. Quindi sono solo queste due fonti da considerare nell'effettivo dispendio totale del sistema. Invece il sistema a circolazione naturale è limitato da un punto di servizio per utenze svantaggiate e in piu'ha il serbatoio che essendo esterno,anche se coibentato,ha una maggiore dispersione di uno interno. Per quanto riguarda la collocazione bisogna che ci sia piu'elasticità e lasciare che chi ha lo spazio per installare prodotti per il risparmio energetico lo faccia senza tanti vincoli visto che l'ammortamento non è immediato. Grazie Maurizio Calzolai Mi sembra impossibile credere a cio' che ho letto, ovvero pensare che persone che decidono o comunque influenza le politiche edilizie di amministrazioni pubbliche e di conseguenza dei privati possano avere simili perplessita'. Vado a rispondere brevemente ai quesiti posti anche se resto a completa disposizione per un piu' approfondito chiarimento ed un eventuale incontro per far realmente comprendere gli enormi vantaggi che il solare termico offre, anche in raffronto all'antiestetica presenza sui tetti di tubi o pannelli solari. Perche' antenne, paraboliche sui tetti, split su facciate anche storiche o caldaie sui balconi vogliamo definirli esteticamente accattivanti ? Oppure ci piacciono le tonnellate di CO2 che ogni abitazione emette in ambiente grazie all'utilizzo di combustibili per riscaldamento ? Questo ovviamente resti inter nos. Qui' di seguito trova alcune indicazione che penso possano essere utili. LA CIRCOLAZIONE FORZATA non rappresenta in alcun modo un ripiego, bensi' da la possibilita' di sfruttare nel modo migliore l'energia scaricata dai pannelli solari perche' consente di far circolare l'acqua o meglio ancora il glicole solare all'interno dei pannelli o dei collettori solari solo qualora vi sia energia da poter scaricare dagli stessi ed immagazzinare la stessa in accumulatori di energia (puffer = accumulatori di energia per riscaldamento, e boiler = accumulatori di energia per sanitario). La circolazione naturale e quindi l'inserimento del boiler sul tetto rappresenta esclusivamente la soluzione piu' elementare ed economica per sfruttare l'energia solare, ma assolutamente non quella che consente il maggior rendimento e resa di un impanto solare. Appare evidente che solo per il fatto di avere un accumulo sul tetto e percio' esposto alle intemperie comporti delle dispersioni termiche che vanno a far decrementare la resa dell'impianto, i boiler posizionati sul tetto vanno inoltre a fornire solo ed esclusivamente acqua calda sanitaria, e non vanno quindi e fare integrazione sul riscaldamento che e' invece la vera causa di inquinamento e la maggior voce di incidenza nella bolletta energetica. Insomma è possibile eliminare il "bombolone" dai tetti ( nei cortili a terra è impossibile perché non sono completamente soleggiati)? La RISPOSTA E': CERTAMENTE SI, anzi e' sicuramente da suggerire e consigliare. Il posizionamento in cortili o terrazzi non causa rendimenti inferiori rispetto al posizionamento sul tetto a patto ovviamente (come del resto per i pannelli sulle coperture) che gli stessi rispondano a queste caratteristiche: ORIENTAMENTO A SUD INCLINAZIONE TRA I 40 E 60 GRADI ASSENZE DI OMBRA sul corpo captante. La presenza o meno di queste caratteristiche, o il discostamento dalle stesse NON e' in alcun caso ragione di impossibilita' alla realizzazione dello stesso, comporta esclusivamente una resa diversa del pannello stesso. Sarebbe possibile localizzare il serbatoio nel sottotetto nella parte piu' alta sotto il colmo? CERTAMENTE l'accumulatore in un impianto ideale va posato in un locale tecnico nei pressi delle altre fonti energetiche che servono l'intero impianto. Maggiori sono le distanze percorse dalle tubazioni maggiori sono (seppur minime) le dispersioni termiche. Oppure ciò richiede adattamenti un po' laboriosi? COME PRECEDENTEMENTO detto l'unica motivazione degli accumuli sul tetto e' di maggior semplicita' di impianto ed economicita'. Basta far passare due tubi (mandata e ritorno). Impianti piu' complessi e completi, che pero' rappresentano difficolta' che un installatore preparato supera quotidianamente pur risultando piu' onerosi consentono tempi di ammortamento sensibilmente inferiori e risparmi energetici importanti nonche' la sensibile riduzione delle emissioni inquinanti. Vi sono sistemi di pari efficienza che non richiedono il serbatoio? I SISTEMI che non prevedono l'accumulo sul tetto hanno efficienze sensibilmente maggiori. AI FINI della resa e quindi delle perpendicolarita' degli stessi rispetto ai raggi solari non e' certamente la soluzione ottimale anche se la perdita di resa non e' poi cosi' considerevole. FINCHE' le questioni estetiche saranno prioritarie rispetto al risparmio energetico e alla riduzione dell'enorme impatto ambientale che le emissioni inquinanti degli impianti di riscaldamento hanno sull' ambiente risultera' difficile far si che nel nostro paese vi siano un reale sfruttamento dell'energia solare. A sua totale disposizione per ogni ulteriore informazione o chiarimento. Stefano Trevisani 328.16.25.693 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Gentile Arch. Del Zotto, Mi chiamo Erika Minisini, sono ingegnere edile, e ho qualche informazione interessante sui pannelli solari. Per quanto riguarda l'antiestetico serbatoio la soluzione è senz'altro quella della circolazione forzata. E' vero che sembra un po' una contraddizione ma non richiede poi così tanta energia da rendere vano il risparmio prodotto dal pannello. Per la resa invece esistono i pannelli sottovuoto che hanno rendimenti molto più alti rispetto a quelli tradizionali e non ci sono grosse perdite anche se inclinazione e orientamento non sono quelli ottimali. In particolare mi riferisco a un tipo di pannello che conosco che è formato da tubi di vetro sottovuoto affiancati a un sistema a specchio che convoglia i raggi verso il centro del cilindro. Questo sistema è prodotto dalla "Paradigma", ma certamente ce ne sono degli altri in circolazione. L'unico svantaggio dei pannelli sottovuoto è il prezzo, ma pare sia ammortizzabile in tempi non troppo lunghi. Inoltre so che delle case propongono per nuove edificazioni pannelli completamente integrati nella struttura tetto. Spero di esserle stata utile Cordiali Saluti Erika Minisini – Udine

Sono proprio d'accordo, è una difficoltà porre sui tetti i pannelli solari e principalmente quelli per scaldare l'acqua. Anch'io ho una pannellatura solare, ma vivendo in montagna è stato facile trovare la soluzione a ridosso di un muro per collocarli. Ritengo comunque che il giardino purchè soleggiato sia la miglior soluzione. Comunque dobbiamo considerare l'accumulo possibilmente di collocarlo nell'abitazione. E' evidente che in città o comunque in condominio deve essere in impianto che è a servizio del condominio stesso altrimenti oltre al problema del condizionamento da posizione c'è anche quello di accettazione. Ho visto alcune soluzioni, ma realizzate allo scopo, inserendoli nella pendenza del tetto e facendole fare da copertura, comunque sono tante le variabili di cui tener conto. Anch'io ho avuto esperienze amministrative con incarichi urbanistici e quando si incontrano certe richieste vanno analizzate di volta in volta, perchè con un regolamento dovremmo dire no all'istallazione generalizzata sui tetti, poi però su un tetto piano è possibile e puo creare poco impatto, su altri dove la prospettiva crea troppo impatto però bisogna trovare soluzioni diverse. Ecco perchè credo sia difficile normare, anche se ritengo essenziale porci come obiettivo questa forma di energia. Certo di aver detto cose ovvie colgo l'occasione di salutarvi. Franco Gentile Presidente Sergio Gatteschi Rispondo al quesito del collega, augurandole buon lavoro! Arch. Michela Pasquarelli

Sono un architetto di Roma e mi occupo di Bioedilizia ed energie rinnovabili, e lavoro su questo da circa cinque anni. La prima cosa da sapere sarebbe il fabbisogno idrico di acqua calda dell'immobile su cui va installato l'impianto così da dimensionare il serbatoio e conosciute le dimensioni del serbatoio idrico verificare la possibilità di installarlo nel sottotetto.( La soluzione di installazioni sotto colmo è prassi comune nei casi di centri storici o zone sotto vincolo paesaggistico, inoltre ormai vengono installati impianti a circolazione forzata normalmente, per quanto, si, vengono un pò di più, ma del resto hanno più componenti quindi è normale). Per quanto riguarda poi l'installazione dei pannelli, possono essere integrati alla struttura tetto, nascoste nello spessore del manto di copertura (evitando le antiestetiche strutture di supporto, e risparmiando i costi di realizzazione della copertura nel caso di rifacimento di tetti deteriorati) viste le pendenze nominate che sono più che giuste per un ottimo accumulo estivo, che rende il sistema con accumulatore posizionato in altro luogo più basso rispetto alla posizione dei pannelli( ossia gli impianti a circolazione forzata con pompa) migliore vista la migliore qualità dell'isolamento dei moderni accumulatori, rispetto a quelli posti sopra i pannelli( circolazione naturale). Importante rimane da considerare l'orientamento della falda però, che deve essere possibilmente a sud, o almeno sud-est sud-ovest. Non ci sono assolutamente problemi quindi,invio il mio in bocca al lupo al collega e il mio più cordiale buon lavoro al presidente di forum energia che svolge sempre un ruolo fondamentale nell'ambito di un campo di ricerca e sviluppo così importante. Spero di essere stata utile, Arch. Michela Pasquarelli ( 335.6526639) MIRAS PROJECT STUDIO VIA DELLA GIULIANA, 32 00195 ROMA TEL.: 06.3724772-06.37500625

I pannelli solari termici hanno sempre necessità di un accumulatore d'acqua, che sono scomparsi dai tetti per trovare collocazione nei locali tecnici; esistono dei sistemi integrati in cui il bruciatore sta direttamente immerso nell'accumulatore, in un apparecchio più compatto e più efficiente, che riunisce le due funzioni, ed è solo un pò più grande di una caldaia a pavimento ( a occhio un terzo di più).. Consiglio di vedere ( e qui, purtroppo, faccio pubblicità ad una azienda) la caldaia solare SolvisMax, della ditta Solvis ( www.solvis.de ), molto interessante per il sistema di stratificazione dell'acqua da calda a fredda nell'accumulatore stesso. In quanto al posizionamento dei pannelli solari anch'io consiglio la soluzione "a filo tetto"; la invito a vedere il sito www.energiazero.it, dove un un gruppo di installatori presenta, fra gli esempi realizzati, un sistema di montaggio assimilabile a quello di una Velux; sempre la Solvis pone a 15° il limite sotto il quale non andare per il buon rendimento dei pannelli; direi che è meglio montare un pannello in più del necessario, per supplire alla scarsa inclinazione, piuttosto che vedere i pannelli montati "a bandiera" in qualunque edificio, a maggior ragione in centro storico. Arch. Maria Rita Cecchini

I collettori solari con bollitore (serbatoio) integrato sono una soluzione economica e pertanto molto diffusa in Italia. Si tratta di vecchi modelli, ormai superati. In Svizzera e in Germania i regolamenti edilizi con consentono questa soluzione per motivi estetici, ma ci sono anche altri motivi che rendono questa soluzione inconveniente ed energeticamente inefficiente. Usando la circolazione forzata (pressione) dell'acqua, conviene collocare il serbatoio in cantina, presso la caldaia, e collegarlo al sistema di ACS. Così, anche quando il collettore non è in grado di farlo, l'acqua può essere portata alla temperatura desiderata dalla caldaia. L'acqua calda prodotta dal collettore può inoltre contribuire al preriscaldamento dell'acqua nel circuito di riscaldamento e questo, a sua volta, contribuisce al risparmio energetico. Tutto questo è descritto nel mio libro "Manuale di bioedilizia". 3° ed., Roma (DEI) 2004), altre indicazioni si trovano in www.miniwatt.it .

Solari saluti Uwe Wienke, architect SIA Egregio Archittetto, le soluzioni al quesito posto sono ben poche, per avere una alta efficienza dei pannelli in inverno, quando il consumo di acqua calda sanitaria è decisamente maggiore, l'inclinazione degli stessi sull'orizzontale deve essere > di 40°, lo spazio che rimane tra essi ed il tetto si potrebbe nascondere con delle chiusure laterali in tinta, il lamiera d'acciaio zincato o similari, che ripropongono il disegno delle tegole così da non essere visibili da lontano. Per i serbatoi la soluzione è stata da lei indicata nel corpo della domanda, quando è possibile si dovrebbero installare i pannelli nella parte bassa del tetto lasciando sufficiente differenza di livello per installare il bombolone nel sottotetto. Tale soluzione non presenta accorgimenti costruttivi laboriosi per essere realizzata, vengono fatti dei fori nel tetto per il passaggio dei tubi leggermente più grandi. La scelta sulla circolazione naturale o forzata, possibilmente a svuotamento, dovrebbe essere basata su considerazioni tecniche dipendenti dalle portate di acs da garantire, e non risolve il problema dell'inclinazione dei pannelli. spero di esserLe stato utile, Le auguro buon lavoro. Ing. Osvaldo Carluccio Via Piccinato, 31 82100 BENEVENTO Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Salute, sono l'Ing. Nicola Cristiano da Castrolibero (CS). Credo di poter dare alcuni consigli in merito, in quanto laureato in Ing. Meccanica, indirizzo Energia, e avendo svolto l'esame di Trasmissione del calore-Ingegneria solare. impiantisticamente parlando, la migliore alternativa è usare la circolazione forzata. Basta una piccola pompa, ed il gioco è fatto: il serbatoio si può mettere dove si vuole, credo che nelle case dei centri storici ci sia un sottotetto che facilmente contiene un serbatoio di 200-300 l di acqua. Il costo è maggiore, anche del 50-60%, ma la regolarità di funzionamento e la maggiore efficienza, sommato al miglioramento estetico, valgono il costo. Per quanto riguarda l'inclinazione, quella ottimale è pari alla latitudine del posto +-10°. Per pendenze minori, dell'ordine dei 15°-20°, la perdita è comunque contenuta in un 5 %, quindi accetabile. Spero di essere stato utile. Per qualunque delucidazione non esitate a contattarmi.

Saluti Gentile Dott. Gatteschi, questa risposta è stata data da Mattia Pizzamiglio che sta collaborando con il nostro gruppo di "Ingegneria senza frontiere" di Genova per organizzare un corso di "razionalizzazione energetica". La ringrazio moltissimo per la gentile attenzione, cordiali saluti Raffaella Rovida La grande maggioranza di quei tetti è a falde con un’inclinazione che va dai 22° ai 36° . TALI INCLINAZIONI SONO IN GENERE SUFFICIENTI Il problema potrebbe essere risolto ,credo, con la circolazione forzata anziché naturale; ma questo è proprio un ripiego con poco senso ed anche poco economico dato che la filosofia dovrebbe essere quella naturale, oppure non crea forti diseconomie o altri disagi ? LA CIRCOLAZIONE FORZATA E' A DETTA DELLA MAGGIOR PARTE DEGLI OPERATORI UNA OTTIMA SOLUZIONE, I CONSUMI PER "FORZARE" SONO TRASCURABILI. Insomma è possibile eliminare il ?bombolone? dai tetti ( nei cortili a terra è impossibile perché non sono completamente soleggiati)? Sarebbe possibile localizzare il serbatoio nel sottotetto nella parte piu? alta sotto il colmo? Oppure ciò richiede adattamenti un po? laboriosi? ADATTAMENTI UN PO' LABORIOSI, CI VUOLE UN BUON INSTALLATORE. Vi sono sistemi di pari efficienza che non richiedono il serbatoio? NON MI RISULTA Relativamente alla resa è? comunque vantaggioso posare i pannelli secondo le pendenze delle falde dei tetti ( nei nostri Comuni di pianura o collina non abbiamo tetti molto pendenti come in montagna) preesistenti?. CI SONO ALCUNE LIMITAZIONI, CHIARAMENTE ORIENTARE A SUD E' IDEALE MA FINO AD ORIENTAMENTI EST ED OVEST CON BASSI ANGOLI DI TILT (MENO DI 30°) SI PERDE IN PROPORZIONE POCO. Potete darmi qualche consiglio sulle questioni poste ? Vi sono Comuni che hanno risolto il problema? PER RIMANERE IN ITALIA SI PUO' FARE RIFERIMENTO AL TRENTINO AD ALL'ALTO ADIGE DOVE C'è LA MAGGIORE DIFFUSIONE DI SOLARE TERMICO IN RAPPORTO AGLI ABITANTI. MI RISULTA CHE IN ALTO ADIGE IL BOLLITORE ESTERNO SIA VIETATO E NEGLI ULTIMI ANNI SI INSTALLINO PREVALENTEMENTE SISTEMI A CIRCOLAZIONE FORZATA i sistemi con bombolone sono quelli a circolazione naturale in quanto il fluido caldo tende a dirigersi verso l'alto ed innescare quindi un flusso di circolazione naturale. Nel momento in cui il "bombolone viene posto ad un livello più basso di quello del collettore è necessario avvalersi di una pompa che comunque consuma pochissima energia e che (se si tratta di un problema morale) potrebbe essere alimentata da una piccola cella fotovoltaica. La distanza e l'attrito dei tubi fanno perdere un po' di energia che comunque non inficia di solito la qualità del collettore. Una buona soluzione potrebbe essere come già da lei suggerito l'uso del colmo interno del tetto poco utilizzabile, strutturalmente idoneo e potrebbe anche addirittura se posto in posizione più alta dei pannelli, funzionare con circolazione naturale (vanno controllate le perdite di carico e le sezioni dei tubi). Una soluzione più estrema che mi piacerebbe sperimentare e per la quale sono disposto a dare il mio contributo, è quella di creare delle masse di accumulo termico all'interno delle abitazioni usando direttamente le cisterne sia come accumulo che come sistema radiante in questa maniera integrando nelle abitazioni la cisterna avrei anche una resa termica di molto superiore ad un uso indiretto normalmente svolto dall'impianto di riscaldamento e risolverei il difficile problema dell'integrazione della cisterna sul tetto. aspetto sue notizie Massimo Duroni bioarchitetto e consulente di ecodialogando

Gentile Dott. Gatteschi, le invio qualche considerazione sul solare termico, sperando che possa esserle utile e che non sia fuori tempo massimo! Sono un giovane ingegnere meccanico, specializzato in energia, e sto muovendo i primi passi nella progettazione di questi sistemi. Secondo me la circolazione forzata non crea diseconomie gravi, usualmente il gruppo pompa ha una potenza di 20 W, il consumo di energia elettrica si aggira quindi sui 10 kWh, trascurabili rispetto all'energia raccolta dai collettori solari. Riguardo al problema dell'angolazione: l'inclinazione a 30° privilegia la produzione di acqua calda nei mesi estivi, la angolazione a 45° è un giusto mezzo, mentre la angolazione a 60° privilegia la produzione nei mesi invernali. Quindi l'angolazione ottimale dipende anche dal caso specifico in cui vengono installati. ho fatto alcune prove con il programma di simulazione per la zona di udine e questo è il risultato: inclinazione 0° energia raccolta in un anno 1,24 MWh/m2 inclinazione 30° energia raccolta in un anno 1,39 MWh/m2 inclinazione 45° energia raccolta in un anno 1,38 MWh/m2 inclinazione 60° energia raccolta in un anno 1,30 MWh/m2 quindi diciamo che chi ha fatto le case a Udine le ha progettate già predisposte per il solare!! Cordiali saluti Jacopo Licheri

Scusate se rispondo solo ora ma ero fuori sede. Rispondo da Termotecnico (progettista di impianti) e da amante dei centri storici. Il "Bombolone" sul pannello solare è necessario solo nel caso di impianti con circolazione naturale. Il problema è risolvibile semplicemente adottando dei sistemi a circolazione forzata. Per quello che riguarda il rendimento energetico dei due impianti si consideri che gli impianti a circolazione forzata hanno rendimenti migliori (e non di poco), questo per una serie di motivi che qui elenco: - il serbatoio all'esterno ha molte maggiori dispersioni di energia, tenuto conto che l'energia accumulata all'interno può raggiungere temperature superiori ai 45°C, Dt, soprattutto in inverno, è elevatissimo; - il serbatoio deve essere vicino agli utilizzatori, altrimenti prima che arrivi l'acqua calda io devo svuotare l'intera tubazione di adduzione; - il serbatoio lontano vuole spesso dire rete di ricircolo, che può essere deleteria per gli impianti con integrazione termica; - un impianto a circolazione forzata può essere dimensionato per le esigenze dell'edificio (superficie dei pannelli solari e bollitori), quelli a circolazione naturale sono già prefabbricati e spesso non soddisfano le esigenze reali dell'edificio... per intenderci sono dei prefabbricati che uno prende e monta, ma non sa se vanno bene alle proprie esigenze. - il Dt ottimale è intorno agli 8°C, e con un sistema a ficolazione forzata si riesce ad avere. Personalmente ho progettato un buon numero di impianti solari e sempre ho utilizzato impianti a circuito chiuso (con buoni risultati) e dai conti effettuati i sistemi a circolazione naturale non sarebbero mai stati adeguati. Per quello che riguarda l'inclinazione le dico che è un problema quasi inesistente, l'inclinazione da 22 a 36° cambia pochissimo nelle reali capacità di trasformare l'energia solare in energia termica... il vero problema si porrebbe con inclinazione 0° o superiore a 50-60° o addirittura verticale. Sinceramente mi metto a ridere o sono schifato (a seconda se si tratta di edifici nuovi o case storiche) quando vedo pannelli solari installati con inclinazioni di 5-10° diverse da quelle del tetto, i problemi in questi casi sono elevatissimi (fenomeni di accumulo di neve, effetto vela, carichi statici mal distribuiti, ecc...). Un saluto e spero essere stato utile, Se avesse ancora bisogno lascio il mio numero telefonico: 329.31.69.289 Enrico

Egregio Arch. Del Zotto, le rispondo tramite Sergio Gatteschi, presidente del FORUM ENERGIA. Per brevità e chiarezza le rispondo per punti: 1. il serbatoio è indispensabile in un sistema ad energia solare in quanto serve da accumulo, e consente l'utilizzo dell'acqua calda anche quando non c'è il sole; 2. NON è invece indispensabile posizionarlo sul tetto; 3. i sistemi a circolazione forzata che utilizzano un pannellino fotovoltaico tendono ad avere una maggior efficienza dei sistemi a circolazione naturale, in quanto il volume circolante è proporzionale alla temperatura del sistema (alta temp = alta velocità del flusso e viceversa) 4. il fatto di non inclinare in modo ideale il pannello comporta una piccola perdita, rispetto al corretto posizionamento verso SUD. Per qualsiasi simulazione consiglio di scaricare uno dei programmi di prova gratuiti e sbizzarrirsi nel fare le prove. Cordiali saluti, Anthony Aghib Tecnotin srl +39-02-6570.570 335-67 42 595 www.tecnotin.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Premesse: Ormai con tutti i sistemi solari attivi ci si orienta verso l'inserimento architettonico degli impianti; gli impianti diventano veri e propri componenti architettonici. In Italia abbiamo un patrimonio edilizio da rispettare, pertanto anche nelle varie delibere regionali è scritto più o meno come devono essere inseriti gli impianti negli edifici soprattutto quelli sotto vincolo. Gli impianti solari sia termici che elettrici possono essere di due tipi : - Integrati (ad esempio installati al posto delle tegole) - Retrofit (ad esempio installati sopra le tegole) In Italia le maggiori installazioni sono su edifici esistenti quindi di tipo retrofit. Quando si dimensiona un impianto solare bisogna far riferimento alle Norme Uni le quali ci dicono quanto sole arriva sulle superfici ( generalmente inclinate a disposizione). Per esperienza di calcolo le falde dei tetti liberi da ombra a sud, sud-ovest e sud-est sono sufficientemente soleggiate per effettuare un impianto solare. Gli impianti solari a "filo tetto" possono essere: - a circolazione naturale ( basta posizionare l'accumulatore di acqua calda piu alto della superficie solare captante ) - a circolazione forzata con circolatore di calore a basso consumo per far avvenire la circolazione dai generatori allo scambiatore posto nell'accumulatore di acqua calda Una scelta tecnico-economica, ci porta a consigliare impianti a circolazione forzata in abitazione con utilizzo annuale ed impianti a circolazione naturale ad uso prevalentemente estivo ( tipo stabilimenti balneari ). Infatti, i sistemi a circolazione forzata hanno rese superiori quindi captano maggiore quantità di sole. Per esempio nessuno pensa più di fare un impianto di riscaldamento ambienti a vaso aperto a circolazione naturale come i primi impianti a termosifone con tubazioni di grandi diametri in ferro con grosso contenuto di acqua, ma di fare impianti a circolazione forzata a circuito chiuso con tubazioni in rame di piccolo diametro quindi poco contenuto di acqua e con rese superiori. Le risposte ai quesiti sono: Si, è possibile installare pannelli solari a filo tetto quindi senza antiestetica struttura portante in maniera vantaggiosa su falde di tetti tendenti a sud. Si, è possibile eliminare il bollitore dall'esterno che soprattutto in inverno disperdono molta energia e posizionarlo all' interno con un sistema a circolazione forzata con maggiore resa. Quindi il sistema a circolazione forzata non è un ripiego ma generalmente un vantaggio. è possibile eliminate il "bollitore" dall'esterno e posizionarlo magari all'interno protetto dalle intemperie in qualunque posizione. ( Ad esempio nel locale caldaia o vicino alla caldaia dove è vantaggioso collegare l'impianto solare all'impianto esistente dell'edificio (c'è già l'arrivo dell'acqua fredda e la partenza dell'acqua l'acqua calda uso sanitario). L'installazione di un sistema solare a circolazione naturale o a circolazione forzata richiede sempre il passaggio e la relativa connessione di due tubi. Il sistema a circolazione forzata richiede in più il passaggio di un cavettino per il sensore di temperatura che serve alla centralina di controllo per far partire il circolatore quando ci sono le temperature ottimali per far avvenire lo scambio termico. ( la centralina di controllo e il circolatore si possono alimentare anche con un piccolo pannello fotovoltaico) No; non possono esserci sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria senza accumulo. I pannelli solari producono energia, se si usa subito non servono gli accumuli, se invece come nel caso di impianti per acqua calda sanitaria l'acqua si usa in differita ( ad esempio usiamo acqua calda di notte) serve una riserva di energia termica cioè il "bollitore" di acqua calda. > > Relativamente alla resa è' comunque vantaggioso posare i pannelli secondo > > le pendenze delle falde dei tetti ( nei nostri Comuni di pianura o > > collina non abbiamo tetti molto pendenti come in montagna) preesistenti?. Ci sono ormai dei programmi di calcolo e simulazione che ci dicono se sulla superficie a disposizione è vantaggioso posizionare l'impianto solare. Non si può generalizzare, infatti alcuni impianti solari non sono vantaggiosi farli per le ombre portate. ( Se non si dispone di un programma di calcolo basta far riferimento alle norme vigenti in materia) > > Potete darmi qualche consiglio sulle questioni poste ? Vi sono Comuni che > > hanno risolto il problema? Il problema condiziona molto la diffusione dei > > pannelli solari nei nostri centri storici. > > Ci sono dei comuni che hanno alleggerito le pratiche per l'installazione dei pannelli solari anche in relazione alle varie delibere Regionali. Cordiali saluti, Claudio Orsi - Presidente ALERR www.alerr.it/news.htm